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L'ETNA E LA PINETA
La Pineta di Linguaglossa è uno dei boschi più belli ed affascinanti del mediterraneo. Chi per la prima volta, si trova a transitare per questo fantastico angolo naturale, non può restare indifferente alla bellezza che da esso si sprigiona. La Pineta di Linguaglossa chiamata anche bosco Ragabo si estende dai 1200 ai 2500 m circa su livello del mare, sul fianco settentrionale dell'Etna. La parola Ragabo deriva dall'arabo Rahab che significa bosco. Nel bosco si trovano alberi di età differente, alcuni secolari, che si proiettano verso il cielo raggiungendo ragguardevoli altezze. Esistono diversi popolamenti forestali tra cui Pini, Faggi, Castagni e Roverelle che si avvicendano nello spazio altitudinale. La Roverella è una delle piante più tipica del paesaggio vegetale etneo, riconoscibile dall'imponenza della chioma, presenta rametti e foglie pubescenti che perde nel periodo invernale. Alle quote più elevate diventa più caratterizzante la presenza della Betulla dell'Etna (Betulla aetnensis). Caratteristica tipica della Betulla è il colore bianco-rosato della corteccia che tende a desquamarsi in fasce orizzontali. Un cenno per il suo valore naturalistico e paesaggistico merita il Pino Laricio. (vedi fotografia)

Il Pino Laricio è la pianta più rappresentativa del bosco Ragabo infatti, è una specie particolarmente adatta ai substrati vulcanici etnei, che ricopre con funzione pioniera. Alle altitudini e ai substrati non più adatti alla Roverella e ad altre essenze caducifoglie e in buona parte delle stazioni del piano montano sfavorevoli al Faggio, il Pino Laricio costituisce l'unica essenza legnosa delle formazioni arboree. I boschi di Pino Laricio rappresentano quindi in alcuni casi l'unico esempio di vegetazione arborea localmente possibile, venendo così ad assumere un ruolo ecologico e paesaggistico di primaria importanza.




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