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CENNI STORICI
Nel corso della sua esistenza, iniziata in periodo normanno, quindi intorno all'anno mille, Linguaglossa ha subito numerose eruzioni che, in alcuni casi hanno provocato danni solo alle strutture edilizie, in altri casi anche vittime umane.
Secondo uno storico del '500 Linguaglossa è stata fondata da un gruppo di artigiani genovesi e lombardi, residenti a Castiglione, che poi si trasferirono nel sito dove sorge ore il paese per praticare l'estrazione della resina dai pini. Nel periodo normanno è ancora un piccolo borgo; solo nel XIII secolo il nome Linguaglossa comincia a comparire in alcuni documenti, segno che il paese ha già una sua identificazione.
Nel 1535, a seguito di un censimento, si rileva la presenza di 2.706 abitanti e 574 abitazioni. Dopo l'eruzione del 1566 il centro urbano si espande occupando queste lave.
In questo periodo venne costruita la più antica chiesa di Linguaglossa, SANT'EGIDIO ABATE sul cui architrave è scolpito l'antico stemma della città raffigurante una misteriosa figura allegorica.
Nel XVII secolo, grazie alla riduzione del regio demanio, Linguaglossa diventa "Città libera", questo favorirà l'inglobamento dei centri vicini, raggiungendo così, nel 1651 i 4.107 abitanti. Durante questo secolo l'economia del paese cresce, la popolazione vive in condizioni agiate; si costruiscono e si rinnovano molti edifici religiosi come: la CHIESA MATRICE che conserva tele di Domenico Provenzani Antonino Bonaccorsi e di altri ancora, (molto particolare è il "Coro" costruito nella prima metà del '700, è in noce, con fregi, bassorilievi, e figure a tutto tondo); la CHIESA di SAN FRANCESCO DI PAOLA dove si trova la statua marmorea di Santa Maria Lauretana, scolpita, nel '400, dal grande Domenico Gagini; la CHIESA e il CONVENTO dei CAPPUCCINI molto ricca di tele del '600 e '700 e con l'altare maggiore in noce con motivi floreali intarsiati; il CONVENTO dei DOMENICANI che conserva molte tele preziose attribuite ai maestri della pittura siciliana.
Nel 1672 una carestia provoca morti ed emigrazioni, così per tutto il '700 e il primo decennio dell'800 il paese mantiene una media di 2.500 abitanti.
Durante tutto il '700 si succedono varie dominazioni: prima i Savoia che dominano per soli quattro anni, poi gli Austriaci e poi i Borboni, e a soffrire di tutto questo era la folla dei contadini e degli artigiani.
Nel 1818, grazie ad una riforma amministrativa, Linguaglossa diventa capoluogo del circondario al quale fanno capo i centri di Castiglione, Piedimonte, Fiumefreddo e Calatabiano. Intanto la città cresce raggiungendo i 3.700 abitanti, ma, a causa del terremoto del 1833, subisce grossi danni alle strutture edilizie senza, fortunatamente, provocare vittime umane.
Nel 1861 il paese conta 8.076 abitanti; nasce il quartiere Sciotto e si amplia la zona Coletta. Un altro terremoto, nel 1874, provoca danni alle strutture edilizie, in particolare viene distrutto il teatro inaugurato nel 1836, ma subito ricostruito. La popolazione è ancora in crescita e, nel 1881, supera i 10.000 abitanti. Nel 1879 inizia la costruzione del Cimitero completato nel corso dell'anno successivo; nel 1895 entra in funzione la ferrovia Circumetnea che collega Linguaglossa con Catania e con il porto di Riposto dal quale poter smerciare vino e altri prodotti agricoli.
Alla fine del XVIII secolo viene realizzata la via Umberto che collega il centro con la stazione e che rappresenta l'inizio del collegamento diretto con la pineta, che verrà concluso negli anni '50.
Agli inizi del xx secolo la popolazione raggiunge i 13.121 abitanti, viene sistemata la strada principale, la via Roma, fino alla chiesa Madre; nel 1913 viene costruito il nuovo municipio sul sito dell'ex convento dei Paolotti; grazie a queste opere urbane Linguaglossa assume un migliore assetto funzionale.
Nei primi decenni del '900 l'emigrazione verso l'America, causata principalmente dalla crisi agricola, riduce la popolazione a 8.371 abitanti.
Negli anni '50 viene completata la strada Mareneve tramite la quale è possibile raggiungere la pineta.
La popolazione, intanto, continua a decrescere, infatti un censimento del 1971, rileva la presenza di 5.239 abitanti.
Le ultime modificazioni all'assetto urbano sono dovute al P.R.G. che, come approvato nel D.A. 88/'82, prevedeva la saturazione delle aree libere tra il centro e la linea ferrata; questa previsione si tradusse nella potenzialità residenziale pari a 9.700 vani.
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